RIVA DEL GARDA    SALO

Riva del Garda

Stato: Italia
Regione: Trentino-Alto Adige
Provincia: Trento
Coordinate: 45°53´0´´N 10°51´0´´E / 45.88333, 10.85Coordinate: 45°53´0´´N 10°51´0´´E / 45.88333, 10.85
Altitudine: 70 m s.l.m.
Superficie: 42 km²
Abitanti: 15.693 31/07/2008

Nome abitanti: rivani
Santo patrono: Santa Maria Assunta e Sant'Andrea
Giorno festivo: 15 agosto

Sito istituzionale
Visita il Portale Italia
Riva del Garda è un comune di 15.693 abitanti della provincia di Trento. Fa parte del Comprensorio Alto Garda e Ledro.

Geografia
Vista del centroRiva del Garda (in Trentino chiamata per lo più semplicemente Riva) è situata nell'angolo nord-occidentale del Lago di Garda. Sul lato ovest si erge a picco il Monte Rocchetta (1575 m) mentre su lato est sorge il Monte Baldo (2218 m).


Storia
Riva del GardaLe prime notizie certe vedono Riva (Ripa) aggregata in epoca romana al municipium di Brescia.
Del periodo pre-romano si hanno importanti ritrovamenti, ma non sappiamo con certezza come fosse la cittadina, né se la sua popolazione fosse retica o gallica.
Sono nominate le popolazioni dei Benacenses e dei Sabini, oltre ai Galli Cenomani. Da non sottovalutare influssi etruschi, forse giunti in zona dalla pianura Padana proprio in seguito al calare di stirpi galliche (celtiche) attraverso le montagne lombarde.
Di epoca romana numerosi ritrovamenti, si sa che a Ripa esisteva un collegio nautico e che un certo Metellio, tribuno militare, fece costruire qualcosa (un castello?) nella parte più alta della cittadina, località detta in loco "Marocco" (sasso).
Importanti scavi presso il Monte S.Martino (o Luna), nei pressi della frazione di Campi, stanno mettendo in luce un villaggio-santuario fortificato di epoca preromana e romana, abbandonato successivamente (perché ormai posto "pagano?") anche se nei pressi per secoli funzionerà la chiesetta di S.Martino, assai venerato in epoca longobarda.
Caduto l'Impero Romano, Riva passa di mano più volte seguendo dominazioni di Goti, Longobardi, Franchi... ma entra ben presto nella sfera d'influenza del Principe Vescovo di Trento, pur rimanendo in sostanza un libero comune (Statuti propri). Seguono periodi di dominazione Scaligera veronese, Viscontea, Veneziana.
Di questi ultimi la costruzione del Bastione, edificato agli inizi del 1500 sopra una preesistente fortificazione medioevale, sul dosso detto dei Germandri. Nei pressi, sopra il colle (castelliere preistorico) di S.Maria Maddalena, resiste al tempo l'antica omonima chiesetta, e il torrione (a sua volta utilizzato come chiesetta) di S.Giovanni in località Pinza, lungo la secolare strada che collegava Riva al Bresciano, via Campi/Trat/val di Ledro.
Nei pressi del valico di Trat (punta La Rocca) resistono i resti del piccolo castello costruito dai Rivani nel Medioevo proprio per controllare il passaggio. Nei suoi pressi (valle dei Morti) si svolse una furiosa battaglia tra Viscontei e Veneziani.

Economia
Scorcio del lago di GardaIl turismo è la voce più importante nell'economia di Riva del Garda. Esistono anche attività manifatturiere quali l'industria della carta, l'artigianato e l'industria del trasporto su gomma.


Luoghi d'interesse

Monumenti artistici
Notevole è la chiesa Dell'Inviolata, a pianta centrale, con l'interno decorato in stile barocco e che la tradizione vuole progettata da un architetto portoghese. Diversi edifici quali, la centrale elettrica, l'hotel Sole, il complesso della Spiaggia degli Olivi, piazza San Rocco, l'asilo infantile sono opera dell'architetto rivano Giancarlo Maroni, noto come l'artefice del Vittoriale, dimora di Gabriele D'Annunzio a Gardone.


Monumenti storici
Piazza Tre novembre con la Torre ApponaleI principali monumenti storici sono il palazzo Pretorio (1375), che sotto la loggia ospita lapidi romane, medioevali e moderne; la Rocca, fortezza sul lago del XII secolo circondata da canale con ponte levatoio; le porte nelle mura medioevali; la torre Apponale prospiciente il porto; il Bastione, fortezza veneziana costruita sulle pendici del Monte Rocchetta ad una altezza di circa 160 m.


Musei
Il Museo Civico ha sede nella Rocca, che è pure luogo di frequenti attività culturali, specie nel periodo estivo.


Mete turistiche
Di notevole interesse paesaggistico sono il Lago di Tenno (6 Km a nord), il Lago di Ledro (5 Km ad ovest) con il suo museo di paleoetnografia e le Cascate del Varone (3 Km a nord) pure di grande interesse geologico. Molto bella la piccola frazione di Pregasina (km. 7 direzione val di Ledro) con spettacolare veduta sul lago di Garda.


Cultura

Musica
La musica è attività che ha grande spazio a Riva del Garda. Sede di due corpi bandistici, un coro, una scuola musicale civica e di sede staccata del Conservatorio Bonporti di Trento, la città offre durante l'anno varie eventi musicali. Fra questi:


Musica Riva Festival
In vent’anni di attività musicaRivafestival è la più importante manifestazione musicale che si svolge in riva al Garda trentino. Oggi sotto la direzione artistica del celebre soprano Mietta Sighele, musicaRivafestival, incontro internazionale di giovani musicisti, e il concorso lirico "Riccardo Zandonai", sono due rassegne prestigiose che richiamano ogni anno nella città del Benaco centinaia di giovani provenienti da tutto il mondo.

Mietta Sighele con la sua preziosa ed inesauribile capacità propositiva e con il suo entusiasmo operativo e conclamata esperienza professionale acquisita cantando nei più importanti teatri lirici di tutto il mondo, ha dato, e continua a dare, nuovo impulso e lustro a musicaRivafestival. In queste ultime edizioni si sottolinea la particolarità dell'introduzione del corso di direzione d'orchestra,che ha visto la presenza di orchestre giovanili (come ad esempio la Youth Orchestra of the Americas, l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini fondata e diretta da Riccardo Muti, la Junge Philharmonie Salzburg) presenti per l'intera durata del Festival, sotto la guida dei maestri Yuri Ahronovitch e Isaac Karabtchevsky. Ma non c'è solo il festival estivo tra le attività dell'Associazione Musica Riva. Negli ultimi anni il direttore artistico ha voluto organizzare anche altri eventi, al di fuori del panorama della musica classica. E così sul palcoscenico rivano sono arrivati spettacoli di enorme richiamo: il gruppo dell'Armata Rossa, la Glenn Miller Orchestra, i Village People, Gloria Gaynor.

www.musicarivafestival.com


Concorso Internazionale per Giovani Cantanti Lirici - R. Zandonai
Il concorso internazionale “R. Zandonai” rappresenta una grande risorsa culturale per il territorio, un evento di prestigio che riunisce annualmente a Riva del Garda alcuni dei migliori talenti emergenti nel panorama del canto lirico. Giunta ormai alla XIV edizione, l’iniziativa costituisce infatti un importante appuntamento per tanti giovani cantanti desiderosi di misurare le proprie potenzialità con colleghi provenienti da Paesi e scuole di canto differenti. Il Concorso costituisce anche, per i partecipanti, una vetrina irrinunciabile, poiché, grazie alla collaborazione con l’Associazione Musica Riva, i vincitori del concorso hanno l’opportunità di mostrarsi a un vasto pubblico internazionale, partecipando a serate loro dedicate nell’ambito della programmazione del musicaRivafestival: il concorso ha dunque lo scopo di costituire un luogo d’incontro e di confronto delle nuove leve canore mondiali, un luogo in cui poter comprendere il messaggio più profondo che deriva dall'arte e in cui poter manifestare tale messaggio.

www.concorsozandonai.com


Concorso Corale Internazionale [modifica]
Il Concorso Corale Internazionale si svolge ogni due anni nella settimana antecedente la Pasqua, è organizzato dall'Associazione Concorso corale internazionale in collaborazione con Musica Mundi.

Alla manifestazione, a testimonianza della stabilità a livello internazionale che ha raggiunto l'evento, partecipano ogni anno una cinquantina di cori provenienti da tutto il mondo. È un'occasione per confrontandosi sul piano qualitativo, per dimostrare le proprie capacità artistiche ma anche per iniziare un rapporto di scambio di esperienze e attività che costituirà certamente un elemento importantissimo per il futuro della propria crescita artistica e umana.

La commissione giudicatrice è formata da esperti - compositori e direttori - di fama mondiale. Il Concorso corale si divide in 4 categorie, cori a cappella con brani d'obbligo, a cappella senza brani d'obbligo, musica sacra e cori giovanili.


Concorso Corale - In...Canto sul Garda [modifica]
Si svolge da 10 anni nel mese di ottobre. Il concorso è aperto a cori non professionisti che eseguono musica jazz, gospel, moderna e della tradizione. Vede la partecipazione di formazioni provenienti da ogni parte del mondo.

Veduta di Riva del Garda dalla Torre Apponale
Concorso Bandistico - Flicorno d'Oro
Il Flicorno d'Oro è tra i principali appuntamenti del mondo bandistico europeo e internazionale, tradizionale luogo di incontro di formazioni bandistiche che aspirano a traguardi musicali sempre più prestigiosi e significativi.

Un concorso che cresce di edizione in edizione fino a diventare il secondo per importanza in Europa. Molte sono le bande che ritornano, indice della qualità del concorso e dell'ottima organizzazione. Nel corso delle ultime edizioni il concorso è cresciuto notevolmente nei numeri e nella qualità. Per molte edizioni il concorso si è tenuto ad anni alterni, ma dal 2008 la frequenza del concorso è diventata annuale.

Al concorso possono partecipare bande non professioniste senza limite nel numero dei musicisti che le compongono. È inoltre prevista una categoria interamente dedicata a bande giovanili rappresentative e bande musicali formatisi nelle Scuole di Musica o nei corsi di Orientamento Musicale organizzati da complessi bandistici.

Ogni banda in concorso deve eseguire il brano d'obbligo specifico della propria categoria ed un brano a libera scelta. Sulla base di queste esecuzioni la Giuria, composta da personalità di spicco del panorama musicale e bandistico internazionale, esprime un giudizio in centesimi. I parametri di giudizio sono: intonazione, qualità e bilanciamento del suono, tecnica e articolazione, insieme e ritmica, espressione e dinamica e infine interpretazione.

Esiste anche una categoria libera fuori concorso alla quale possono iscriversi i corpi bandistici che, pur non scegliendo di partecipare al concorso, desiderano comunque mettersi alla prova per ottenere una valutazione scritta redatta da una qualificata giuria internazionale. In tale categoria le bande ottengono, in forma privata e senza entrar a far parte della competizione, una valutazione scritta e un giudizio di assegnazione attraverso il quale possono riconoscere il loro livello in riferimento alle sei categorie del Flicorno d'Oro. Lo spirito della categoria libera nasce dal desiderio di favorire l'avvicinamento delle bande alla realtà dell'evento.


Garda Jazz Festival
Il Garda Jazz Festival [2] è una diretta emanazione dello storico Torbole Jazz, uno dei primi festival nati in Italia. La collaborazione tra il Comune di Nago-Torbole e i Comuni di Arco, Drena e Riva del Garda ha portato nel 2000 ad un ampliamento del Festival nelle quattro località dando vita alla prima edizione del Garda Jazz Festival. Il progetto si è sviluppato per merito della Scuola Musicale Civica di Riva del Garda – ArteMusica che ha gestito e gestisce tuttora il Festival, permettendo uno sviluppo, oltre che nelle dimensioni, anche in senso qualitativo. Dalle tre giornate di concerti presenti nelle edizioni precedenti si è passati con il Garda Jazz Festival a tre settimane di eventi distribuiti in luoghi caratteristici della zona, fra Castelli e terrazze sul lago. È ormai diventata tradizione la collaborazione con alcuni locali e pub per la realizzazione dei Jazz Café, appuntamenti con musicisti provenienti dal tutto il Nord Italia. In questi anni il Festival, attraverso l'attività della Scuola Musicale Civica di Riva del Garda, si è occupato di formazione organizzando seminari con diversi artisti passati dal Festival. La novità in questo senso è la nascita nel gennaio 2006 del laboratorio big band.


Altri eventi

RadioIncontri
Dal 2004 la città in tarda primavera ospita RadioIncontri, una delle più importanti vetrine del mondo radiofonico italiano; fra l'altro, nei giorni della manifestazione, i network nazionali mandano in onda da Riva del Garda alcune delle loro più importanti e famose trasmissioni, con la presenza di personaggi radiofonici (ma non solo) molto noti come Platinette, Linus, Luca Sofri, Daria Bignardi e tanti altri.


Notte di fiaba
Per approfondire, vedi la voce Notte di fiaba.

Fin dall'Ottocento è tradizione per i rivani chiudere l'estate e salutare gli ospiti con una grande festa a fine agosto che va sotto il nome di Notte di fiaba. Nel tempo i comitati organizzatori hanno variato la struttura della manifestazione, ma punto fermo della tradizione è lo spettacolo pirotecnico sulle acque del Lago di Garda a chiusura dei festeggiamenti. Dal 1999 la Notte di fiaba ha assunto una nuova forma: ogni anno è rappresentata una fiaba diversa con uno spettacolo teatrale itinerante che anima tutta Riva del Garda con la magia e la spensieratezza dei personaggi delle fiabe più famose ed avvincenti. L'attuale comitato organizzatore è il Comitato Manifestazioni Rivane.


Sport
Con i suoi due porti, Riva del Garda è assai attrezzata per gli sport della vela e del windsurf (i venti soffiano regolari: al mattino, soprattutto verso la zona di Torbole, il "Pelèr" da nord e al pomeriggio l'"Ora" da sud). La barca "Riva del Garda" ha vinto nel 2002, 2006 e 2007 il giro d'italia a vela e si è sempre piazzata sul podio nel 2003 (terza) e nel 2004 e 2005 (seconda) con il rivano Gianni Torboli al timone. A Riva del Garda sono presenti anche alcune palestre di roccia.
La città è anche paradiso per migliaia di ciclisti di tutte le nazionalità, che ogni anno si riuniscono per uno dei festival più importanti nell'ambito della mountain bike: il "bike festival" che ha fatto registrare oltre 20.000 visitatori nell'ultima edizione. Tutto questo grazie alla morfologia della valle che unisce montagne con picchi oltre i 2000 metri con il lago, rendendo la zona unica per le escursioni in mountain bike. Ma lo sport più seguito e "discusso" in città è probabilmente il basket: la principale squadra è la G.S. Basket Riva GS Riva Gardacartiere[5], che milita da ormai 10 anni nel campionato di pallacanestro italiano di Serie B1.
L'altra importante squadra rivana è la Virtus Riva , che ha disputato la sua prima storica stagione in serie C1 l'anno scorso dopo un'alquanto inaspettata promozione. Questa però ha avuto una sfortunata avventura in questa categoria conclusasi con la retrocessione in C2.


Città gemellate
Bensheim, Germania, dal 1989


Toscolano-Maderno è un comune della provincia di Brescia di quasi 8.000 abitanti. Rispetto al capoluogo è in posizione nord est a una distanza di 40 km. È situato sulla sponda bresciana, quindi occidentale, del Lago di Garda. Fa parte del Parco regionale dell'Alto Garda Bresciano. In questo comune si trova il Monte Pizzocolo.

Toscolano e Maderno sono due centri ben distinti. Il primo d'indole industriale, il secondo volto al turismo, sono cresciuti nel tempo divisi solo da un piccolo ponte sui detriti del torrente Toscolano. Vennero riunite in un solo comune nel 1928.

Toscolano Maderno

Storia
Toscolano, in particolare, vanta origini romane, testimoniate dai resti di una grande villa di cui, oggi, si possono vedere parti di pavimento decorato a mosaico e che sarebbe stata di proprietà del console bresciano Marco Nonio Macrino. La chiesa parrocchiale di Toscolano, fondata nel 1571 e dedicata ai SS. Pietro e Paolo, fu per lungo tempo sede estiva della diocesi di Brescia. Essa contiene un importante ciclo pittorico dell'artista veneziano Andrea Celesti.

Monumento marmoreoNella parte finale della valle del fiume Toscolano, a partire dal 1300 si è sviluppata l'industria della carta, tra i primi e più importanti luoghi in Europa. Per questo tale tratto di valle è chiamato "Valle delle Cartiere". Come testimonianza esiste un documento datato 17 ottobre 1381 che ha come oggetto la convenzione tra i comuni di Maderno e Toscolano (allora divisi) con la quale si fissano in nove punti le norme per la suddivisione e l’utilizzo delle acque del fiume.

 

Salo

Salò è un comune italiano di 10.316 abitanti[1] della provincia di Brescia in Lombardia. Fondazione romana, Salò tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 fu sede di alcuni ministeri della Repubblica Sociale Italiana


Geografia
Il comune di Salò, che si affaccia sull'omonimo golfo del lago di Garda, è racchiuso a ovest e a sud dai colli morenici e a nord dal Monte San Bartolomeo. La frazione di Barbarano è l'unica posta al di fuori del golfo, ma questa si estende sulla costa, ai piedi del monte, verso nord, confinando con Gardone Riviera.

La città è posta sull’area sismotettonica “benacense” e pertanto è a rischio sismico. Dei terremoti storici vengono normalmente ricordati quello del 1901 e l'ultimo del 24 novembre 2004 entrambi classificabili con l'VIII grado della scala Mercalli.

Clima
Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Salò.

Il clima è di tipo mediterraneo, grazie alla mitigazione del Lago e dalla presenza del Boaren, vento che discende dalla Valle Sabbia.



Storia
Il nome Salò non ha una derivazione chiara, in molti hanno tentato di dare una definizione sull’origine, senza mai giungere ad una risposta certa. Alcuni lo fanno risalire al nome di una regina etrusca, Salodia, che abitò a Salò, fondando magnifici palazzi. Altri lo collegano ad un lucumone (magistrato) Saloo, nobile di stirpe etrusca, altri ancora al termine latino Salodium, che indicava le sale e le stanze di cui erano ricche le ville di epoca romana sul lago.

Una spiegazione valida sembra essere quella che fa risalire il nome di Salò, al fatto che la città era, anche nell’antichità, la capitale economica dove veniva depositata una risorsa importantissima come il sale. Si deve tenere presente che Salò, nei tempi antichi, era collegata al mare Adriatico attraverso il fiume Mincio (emissario del lago di Garda), che arrivava al delta del Po e poi all’Adriatico. Quindi, tramite le navi, i romani risalivano le correnti marine e quelle fluviali fino a giungere a Salò, dove avevano i loro depositi.


Epoca Romana
Questa cittadina vanta pretese romane di antica data anche se, ancora prima dei romani, probabilmente in epoca preistorica, qui c’erano insediamenti neolitici di grande rilievo. Nella zona nord-occidentale di Salò (zona Lugone ora via Sant’Jago), fu rinvenuta una necropoli romana e, negli anni Settanta, fu condotta un’accurata campagna di scavi che portò alla scoperta di diverse tombe ed al rinvenimento di vario materiale tra cui un’anfora ora esposta al museo archeologico di Milano. Sembra che di questa piccola anfora, che riporta impresse scene di caccia, ne esista un’altra copia in Spagna.


Magnifica Patria

Il 4 novembre del 1334 le 34 comunità della riviera e di parte della val Sabbia fondarono la comunità della Riperia lacus Garde Brixiensis con capoluogo Maderno. Essa era una sorta di federazione con a capo un podestà. Non volendosi alleare né con Brescia, né con Verona, decidono di dedicarsi a Venezia che manderà un provveditore. Nel 1350 Salò e la riviera cadranno nelle mani dei Visconti, visto l'impossibilità per Venezia di proteggere un così lontano territorio.

Nel 1362 Salò è cinta d'assedio da parte delle truppe scaligere e la resistenza dei cittadini, unita alla grande accoglienza per Beatrice Visconti, faranno sì che il capoluogo della riviera passi da Maderno a Salò. Con la salita al potere di Gian Galeazzo Visconti Maderno tornerà ad essere la capitale per un breve periodo per poi perdere nuovamente, durante la stesura degli statuti, il titolo. Alla morte del duca i rappresentanti di Salò e della Riviera occuparono il quinto posto nella processione funebre, ben più avanti di città quali Brescia o Verona.

Nel 1428 Salò e la Rivera tornano ad essere dominio della Serenissima, per motu proprio della comunità, che abbandonano i visconti poco prima dell'assedio di Brescia. Nei successivi anni la riviera si schiera più volte a favore dei Visconti, mentre Brescia rimane fedele alla Dominante, pertanto Venezia porrà la Riviera nella giurisdizione di Brescia. Solo nel 1443 la riviera riuscirà a sganciarsi, almeno parzialmente da Brescia e a poter nuovamente accogliere sul Garda il Capitano della Riviera e Provveditore di Salò mandato dal senato veneziano. Durante questi anni Venezia elargirà alla Patria il titolo di Magnifica e di Figlia primogenita della Serenissima, insieme ad innumerevoli autonomie, tale da renderla quasi uno stato a se stante.

Con la guerra della Lega di Cambrai la Magnifica Patria è conquistata da Francesi e Spagnoli, mal voluti dalla popolazione tornando poi ad innalzare le bandiere di San Marco. Dalla riviera, il 23 aprile 1570, partii una nave di armigeri per combattere contro il turco. Questi si fecero onore durante la battaglia di Lepanto. Nel 1580 il futuro santo Carlo Borromeo arriva in visita pastorale a Salò, dirimendo questioni e fondando un monte di Pietà spirituale per pagare degli insegnanti che educhino i giovinetti e i fanciulli poveri di Salò.

Con l'arrivo di Napoleone a Salò il 17 agosto del 1796, inizia la fine della Magnifica Patria. Il 25 marzo dei messaggeri da Brescia, insorta con la dominante, porta l'annuncio della rivoluzione; i Salodiani in principio accolgono la notizia, poi, allontanatisi i bresciani, decidono per rimanere fedeli alla Serenissima: ha inizio la contro-rivoluzione, l'unica ufficialmente appoggiata da Venezia.

Le truppe Bresciane e Bergamasche che attaccano il golfo vengono respinte e arrestate. Il mattino successivo, la città di Salò è costretta ad arrendersi ai francesi, che gli toglieranno il titolo di capitale e l'indipendenza da Brescia. Con il trattato di Campoformio passerà poi sotto il controllo asburgico.


Dagli Asburgo al Regno d'Italia

Terminate le guerre di restaurazione tra il regno d'Italia napoleonico e il regno Asburgico, culminati sul territorio con la Battaglia di Salò del 16 febbraio 1814, gli austriaci entrano in Salò dove vengono accolti in pompa magna. Salò si rivela fin da subito filo-austriaca, con alza bandiera e messe in duomo, nel tentativo di recuperare almeno parte dei privilegi perduti con la fine della Serenissima. Tali tentativi rimarranno vani, visto che il 5 aprile 1815, la cittadina, entra a far parte della "Imperial Regia Delegazione di Brescia" e diviene capoluogo del XIV Distretto comprendente 25 comuni.

Viene istituito il Commissario distrettuale, soppresso il Tribunale giudiziario e istituita una Pretura di II classe. L'equiparazione con Gargnano, Preseglie, Vestone e Lonato vengono vissuti come un affronto alla centralità e alla superiorità politica di Salò sulla riviera. Inoltre il comune di Caccavero viene nuovamente istituito dopo la sua soppressione e aggregazione alla città durante la dominazione napoleonica, aggrava tale situazione. Vano fu il tentativo di fondare la provincia di Salò, osteggiato dalla città di Brescia e dall'omonima provincia. Durante l'occupazione austriaca a salò nasce la Società del Casino, che si occuperà della propaganda anti-imperialista.

In questo periodo la vita sociale e culturale non si ferma, anzi acquista sempre più forza. Nell'agosto del 1814 viene istituita la società Filarmonica, che verrà riconosciuta come banda musicale dal Governo Lombardo Veneto nel 1823; tale banda è attiva ancora oggi. Nel 1824 nasce una Scuola pubblica di strumenti ad arco e nel 1838 si istituisce una "sala di istruzione per le esercitazioni del contrabbasso e del violoncello". Nello stesso anno nascerà anche l'Associazione di San Francesco di Sales.

L'Ateneo e le scuole continuano la loro attività diventando noti anche fuori provincia. Nel 1826 apre il nuovo Ospedale civile, mentre nel 1851 giungerà un primo nucleo di suore Ancelle, guidate dalla stessa fondatrice Maria Crocifissa Di Rosa. Durante i moti risorgimentali del '48 Salò viene ripetutamente colpita dai combattimenti, che ne dilapideranno le casse comunali. Nel 1858 nasce la Società di Mutuo Soccorso, la prima della provincia, vincendo nel 1867 la medaglia d'argento all'Esposizione universale di Parigi del 1867.

Il 17 giugno 1859 Nino Bixio entra trionfante a Salò e il giorno successivo lo raggiunge anche Giuseppe Garibaldi. Durante la battaglia di San Martino Salò fu invasa dai feriti e divenne un grande ospedale da campo. L'11 luglio 1859, con l'armistizio di Villafranca, Salò diviene parte del Regno di Sardegna e ne seguirà l'evoluzione nel Regno d'Italia. Ricominciò nuovamente l'eterna battaglia per riconquistare l'autonomia e la centralità in quanto capitale della Rivera e della Valle Sabbia. Questa volta, grazie anche all'intercessione di Giuseppe Zanardelli, i tentativi non furono completamente vani, infatti Salò divenne città il 15 dicembre 1860, capoluogo di circondario, comprendente i mandamenti di Salò, Gargnano, Preseglie, Vestone e Bagolino, sede di Sotto Prefettura e del Tribunale Collegiale giudiziario da cui dipendevano 5 preture del circondario.

All'epoca la città non poteva ambire ad altri riconoscimenti vista l'esigua popolazione risultante dal censimento del 1861 in cui si registravano solo 5316 abitanti. Il 30 ottobre 1901 la città venne colpita da un forte terremoto che rese inagibili gran parte degli edifici pubblici e parte di quelli privati.Iniziò quindi il periodo dei grandi cantieri che cambiarono il volto dalla città, tra i quali troviamo: la creazione del Lungolago, la riedificazione di parte del palazzo comunale, la Scala Santa, la via Tavine e via dei Colli, la creazione di piazza Sant'Antonio (sventrando il quartiere omonimo), l'abbattimento delle vecchie carceri e la costruzione del nuovo, la piazza antistante l'ospedale, le nuove chiese di Villa, San Bernardino e Serniga e la costruzione delle scuole in via Gasparo. I lavori furono naturalmente rallentati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale che non colpì la città.


La Repubblica Sociale Italiana
Per approfondire, vedi la voce Repubblica Sociale Italiana.

Nell’ottobre 1943 nasceva tra Salò e Gargnano la Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come Repubblica di Salò. La presenza, nella cittadina lombarda, del Ministero degli esteri, delle cabine per i giornalisti e del servizio traduzioni comunicati esteri che emettevano tutti i comunicati ufficiali della repubblica, fece si che fosse indicata con il nome della città, anche se la capitale rimaneva ufficialmente Roma.

La scelta di portare i principali ministeri sulla riva benacense, non fu dovuto alla storia della riviera, ma a ben diverse motivazioni: innanzitutto la vicinanza con il Tirolo, amministrato dai tedeschi, che giungeva fino al comune di Limone. In secondo luogo la zona era scarsamente interessata dall'attività partigiana e tale fenomeno rimarrà circoscritto anche dopo per la presenza della RSI. Infine era al di fuori dalle aree industriali del nord d'Italia.

In verità tutte queste motivazioni erano delle scusanti per porre il nuovo stato sotto il controllo nazista e ad impedire un effettivo governo del territorio da parte di Mussolini, vista la sua decentralizzazione rispetto al teatro di tutte le vicende economico militari. Il ministero degli esteri occupò Villa Simonini (oggi hotel Laurin), come sede ufficiale, e l'albergo Barbarano, per i dipendenti e la mensa. Tale ministero era presieduto ufficialmente dallo stesso Mussolini, ma che rimase a Villa Feltrinelli a Gargnano.

Il secondo ministero presente era quello del Ministero della Cultura popolare (MINCULPOP) e della Divisione Spettacolo che occupò Villa Amadei e il palazzo della Croce Rossa Italiana. Per quanto riguarda i media, a Villa ex Angelini erano presenti le cabine telefoniche riservate ai giornalisti, mentre L'Agenzia Stefani, agenzia di stampa della propaganda fascista, si trovava nell’edificio delle scuole elementari; presidente era il senatore Luigi Barbini e segretario Ernesto Daquanno. Detta agenzia era in collegamento con il Palazzo del Capitano-Rettore Veneto (all’interno dell’attuale municipio), sede dell’ufficio interpreti per la traduzione dei comunicati esteri.

A Salò erano presenti anche le forze di polizie e militari: nel Liceo Scientifico si trovavano un reparto della Muti e uno della Xª Flottiglia MAS al comando di Junio Valerio Borghese, nella Casa del Fascio (oggi bar Italia) stazionavano le guardie di Mussolini, agli ordini del Console della milizia Albonetti. In piazza Vittorio Emanuele, allora piazza Ettore Muti (eroe della prima guerra mondiale e seguace di D’Annunzio nell’impresa di Fiume), l’ex Palazzo Castagna, ora sede della banca Valsabbina, ospitava il comando del Corpo di Polizia Repubblicana, il cui capo era Tullio Tamburini.

Nell’ex Collegio Civico, in via Brunati c’era il comando della Guardia Nazionale Repubblicana che aveva sostituito la soppressa arma dei Carabinieri, il comando era affidato a Renato Ricci. Altri ufficiali si trovavano presso l’ex caserma dei Carabinieri, mentre l’oratorio maschile era a disposizione di un raggruppamento delle brigate nere. Infine il Teatro Comunale veniva utilizzato oltre che per spettacoli di alto valore artistico, anche per convegni e assemblee politiche.



Dal dopoguerra al nuovo millennio
Negli anni Sessanta Salò riscopre la sua vocazione turistica aiutata da grandi manifestazioni sportive, quali:

Dal 1961 al 1966 sulle strade cittadine si corre il Circuito del Garda corsa automobilistica, riservata alle Formula 1, Formula 2, Formula Junior e GT Abarth. Corsa già svoltasi dal 1921 al 1927e dal 1948 al 1950.
Nel 1962 la città ospitò il Campionato del mondo di ciclismo su strada.
Nel 1971 fu sede di arrivo di tappa del 54° Giro d'Italia. Cronometro, con arrivo in località Serniga, vinta da Davide Boifava.
Nel 2001 fu nuovamente sede di arrivo di tappa del 84° Giro d'Italia. Cronometro vinta da Dario Frigo.
Nel 2007 il golfo di Salò ha ospitato il Campionato Europeo Asso99.
Lo stemma della provincia di Brescia rappresenta l'insieme di cinque blasoni: quello di Brescia al centro, quello del comune di Chiari, di Breno, di Verolanuova e di Salò.


Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture Religiose

Il duomo di Salò, dedicato a S. Maria Annunziata, rappresenta l'opera di maggior pregio architettonico. Al suo interno custodisce tele del Romanino, del Moretto, di Zenon Veronese e di Paolo Veneziano. Antonio Vassilacchi detto l'Aliense, vi eseguì diversi affreschi. Progettato da Filippo delle Vacche in tardo stile gotico, ma mai concluso, infatti la facciata rimane ancora incompleta.
Il cimitero monumentale, costruito sulla riva opposta del golfo, sul progetto di Rodolfo Vantini.

Architetture Civili
Il palazzo del podestà era la sede del consiglio della Magnifica Patria, ora sede del comune. Parte dell'edificio è una ricostruzione successiva al 1901, anno in cui un tremendo sisma mise in ginocchio la città.
Il palazzo Fantoni del XV secolo ospita l'Ateneo di Salò, ente derivato dell'antica accademia degli unanimi
Il teatro civico, ora in ristrutturazione a seguito di una lunga fase di abbandono.
Il palazzo Martinengo a Barbarano fu costruito su incarico del marchese Sforza Pallavicino capitano della Repubblica di Venezia. Possiede un grande parco con stupende fontane. Il palazzo è proprietà privata, quindi non visitabile.
Il lazzaretto di San Rocco realizzato a seguito di una parte del Consiglio Generale datata 7 giugno 1484

Aree naturali
Il Comune di Salò è il più densamente popolato del Parco Alto Garda Bresciano, di rilevanza regionale. Il colle San Bartolomeo, che sovrasta la città, è attraversato da sentieri naturalistici e paesaggistici fino alla sua vetta.

Da Wikipedia